Posso correre con il dolore?

Per rispondere a questa domanda è stata inventata la scala di Wilk: vi dice se potete correre e se necessitate di una consulenza fisioterapica.

La scala si divide in 5 stadi che descrivono in maniera sequenziale la gravità del dolore. Sono esclusi i traumi (distorsioni di caviglia, cadute, etc)

Stadio 1: dolore durante la corsa. Non fa differenza se arriva dopo 1, 3 o 10 km, la sua caratteristica è che continua per tutta la durata della corsa ma smette appena ci si ferma. Si può provare a calare un po’ i carichi per vedere se il dolore migliora o scompare.

Stadio 2: dolore (anche) dopo la corsa: il sintomo non scompare dopo poche ore ma ci accompagna per qualche giorno. È necessario contattare un fisioterapista per impostare un piano terapeutico e di gestione dei carichi di lavoro.

Stadio 3: il dolore arriva anche nelle attività della vita quotidiana: facciamo fatica a camminare, a fare le scale e stare seduti a lungo ci dà fastidio. Se non avete contattato un fisioterapista, fatelo immediatamente!

Stadio 4: iniziamo ad assumere antidolorifici per fare sport o per affrontare meglio la giornata. I farmaci coprono il dolore e non ci permettono di capire quanto i nostri tendini possano essere realmente caricati. Senza un professionista sanitario non potete sapere come gestirvi e rischiate di allungare parecchio i tempi di guarigione. State iniziando a farvi del male da soli!

Stadio 5: zoppicate, non riuscite più a correre e non trovate soluzione per il vostro dolore. Non potete più andare avanti così!

Se state preparando la vostra prima maratone potete leggere questo articolo.

Ogni infortunio può essere classificato in uno di questi stadi. Ricordate che se avete dolore solo durante la corsa (stadio 1) ma assumete farmaci antidolorifici passate automaticamente allo stadio 4 (vi state facendo del male!). Per ogni dubbio il dott. Sabattini è a vostra disposizione.

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