Beach volley e dolore alla spalla: storia di Leo
Breve storia di come si può guarire da un comune problema in questo sport
Leo ha 38 anni e dopo una vita passata a giocare a basket ha smesso di fare sport quando è diventato papà. Da qualche mese, complice il figlio più grande, ha ripreso a muoversi e ha trovato un corso di beach volley due volte a settimana.

Dopo ho primi mesi ha iniziato a sentire un fastidio alla spalla sinistra (è mancino) dopo gli allenamenti, e settimana dopo settimana il fastidio è cresciuto fino a diventare dolore e rendere difficile attaccare. Ha provato a fermarsi qualche settimana e poi riprendere ma il quadro non è cambiato, anzi è peggiorato. È stato indirizzato a me da due suoi compagni di squadra che sono miei pazienti e arriva pieno di aspettative perché ha sentito buone referenze su di me.
Prima seduta (clicca qui per approfondire come funziona la prima seduta)
Leo mi spiega che il dolore è in un punto preciso nel deltoide, che gli fa male ad attaccare ma in qualche modo lo gestisce mentre battere è peggio.
Guardo i suoi movimenti, utilizzo svariati test per farmi un’idea del quadro. Sicuramente sono davanti ad una tendinopatia di cuffia dei rotatori: dopo anni senza sport i tendini della spalla non erano più allenati a sforzi importanti come nel beach volley e quindi si sono irritati. Nel corpo umano una volta che una struttura muscoloscheletrica (tendine, articolazione) si infiamma tende ad indebolirsi, innescando quindi un circolo vizioso: PIU’ SONO DEBOLE PIU’ HO MALE, PIU’ HO MALE PIU’ MI INDEBOLISCO. Ovviamente il riposo fa calare il dolore ma indebolisce ancora di più.
Testo con il dinamometro i muscoli per avere una misura esatta della forza: alcuni muscoli della spalla sono molto deboli (-50% di forza).
Tratto alcuni muscoli per dargli sollievo e decidiamo di smettere di battere momentaneamente per vedere se gestendo gli attacchi la situazione migliora. Lo rivedrò dopo una settimana.
Seconda seduta
Leo ha fatto due allenamenti senza battere e attaccando piano e la situazione è abbastanza gestibile. Ora che sappiamo come allenarci senza continuare ad infiammare la spalla partiamo con il rinforzo per reinserire in futuro tutti i gesti. Scegliamo esercizi specifici per il beach volley e dosiamo il carico ideale: Leo deve fare fatica ma non deve avere molto male altrimenti è inutile.
Gli esercizi andranno fatti 3 volte a settimana e richiedono circa 20 min.
Ci sentiremo su whatsapp per capire se la spalla accetta il lavoro che gli ho dato, lo rivedrò dopo una settimana.
Terza seduta
Leo continua ad allenarsi senza battere ma già dopo una settimana di esercizi sente di poter forzare qualcosina di più mentre attacca. Aggiungiamo un esercizio e aumentiamo il carico sugli altri, ora lo vedrò tra due settimane perché devo lasciare il tempo alla spalla di rinforzarsi
Quarta seduta
Il quadro migliora e ora la spalla di Leo è sempre più sciolta negli attacchi. Testo con il dinamometro la spalla e vedo che abbiamo recuperato un 20% di forza. I dati ricavati dal dinamometro ci confermano che la via è quella giusta e che si può provare e re inserire la battuta: iniziamo con battute soft fuori dal gioco mentre cresciamo ancora con gli esercizi. Lo rivedrò sempre dopo due settimane

Quinta e sesta seduta
Nelle due sedute i valori di forza crescono ancora (ci manca solo un 10% da recuperare), marco ora riesce a fare qualche battuta normale senza dolore. Impostiamo un piano di allenamento specifico per le battute, gli esercizi restano stabili e calano a due volte a settimana visto che aumentiamo le attività nel beach volley. Lo rivedrò dopo un mese mentre ci sentiremo su WhatsApp per monitorare le battute
Ultima seduta
Leo è quasi a posto. Batte senza problemi anche se sente che la spalla si stanca in fretta (è normale). Impostiamo un piano di mantenimento: una volta a settimana manterrà gli esercizi per evitare che il problema ritorni. Lo saluto.
